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ALPINISMO
13 Luglio 2013 - 14 Luglio 2013
Alpi Pennine: Gruppo Dent d’ Herens
Meta: Tete de Valpelline 3802 M
Difficoltà: F+ (corda,piccozza,ramponi)
Dislivello: 1° giorno m 808 Durata : 1° giorno ore 4.00 ca.
2° giorno m 1014 Durata: 2° giorno ore 3.30 ca.
Partenza: Sabato Dongo P.zza Matteri h. 6,00
Percorso auto: Dongo – Como – Aosta – Valpelline – Diga di Place Moulin
Attrezzatura: corda – piccozza – ramponi – casco – pila frontale
N.B. Per i non soci è obbligatoria l’assicurazione giornaliera da attivare il venerdì precedente la gita in sede CAI per l’importo di Euro 5,00.
Attraverso un ambiente selvaggio, alla ricerca di un panorama stupendo
ALPINISMO
La Tete de Valpelline è una lunga ascensione in ambiente molto selvaggio, non particolarmente impegnativa, anche se il mutamento delle condizioni del ghiacciaio la rendono decisamente più problematica di qualche anno fa.
Tutto ciò renderà la salita più pionieristica, lontano dai soliti itinerari affollatissimi.
Il primo giorno si parte dalla diga di Place Moulin, percorrendo la strada sterrata sulla destra idrografica del lago omonimo, fino al rifugio Prarayer 2006 m.
Si prosegue nel lungo e selvaggio vallone con sentiero a mezzacosta prima, sul fondo del vallone stesso poi, lasciandoci sulla destra l’ormai ridotta seraccata del ghiacciaio delle Grandes Murailles.
Si attraversa l’impetuoso torrente su di un ponte e ci si porta nell’ammasso caotico di pietrame sull’opposto versante. Il vecchio sentiero non esiste più, essendo crollata buona parte del cordone morenico sul quale si transitava. Bisogna rimanere bassi sul fondo del pianoro dove scorre il torrente che scende dal ghiacciaio di Tza de Tzan, ponendo molta attenzione alla morena sulla nostra destra che in buona parte poggia su ciò che resta della parte frontale del ghiacciaio. Vari ometti segnalano il percorso, che porta alla fascia rocciosa attrezzata con catene e scalette sino al Rifugio Aosta 2781 m (4,00 h), posto come un nido d’aquila a picco sulla valle. E’ previsto trattamento di mezza pensione, le tariffe ed un eventuale caparra, verranno comunicate in seguito.
Il secondo giorno si segue il sentiero che sale dietro il rifugio, molto ripido, lasciando a destra un vecchio pluviometro totalizzatore (non più in funzione…) e portandosi su una vecchia morena laterale (cautela, il terreno è assai instabile). Una traccia ben marcata la risale portandosi sul filo e attraversando qualche nevaio si giunge così alla fascia rocciosa che sostiene il Colle della Division 3314 m (1,30 h). Si supera questo tratto con l’aiuto di catene (attenzione: le roccette sono elementari, ma sporche di insidioso terriccio e ghiaietto). Ci si lega e si discende sul ghiacciaio di Tza de Tzan, puntando prima a nord e poi dirigendosi a destra, si supera un dedalo di crepacci, portandosi quasi sotto la ripida parete rocciosa della Tète Blanche. Il valloncello glaciale che porta al colle di Valpelline è quasi impercorribile per via di profondi crepacci. Conviene volgere ulteriormente a destra, superando un pendio nevoso che esige cautela uscendo così su terreno decisamente più facile. Si percorre l’ampia dorsale glaciale in direzione sud, fin quando si pone piede sulla breve cresta nevosa, facendo attenzione al breve tratto un po’ aereo che precede le roccette della vetta (3802 m, 2,00h).
Discesa: per la via di salita.
Info: Cesare 3939773215
